Whatsapp e genitori: un vademecum per una miscela che può essere esplosiva

pubblicato martedì 15 gennaio 2019 da Alessandro Piconi

L’applicazione per smartphone WhatsApp è ormai talmente tanto diffusa e quotidianamente utilizzata da poter essere definita uno standard della comunicazione in mobilità.

L’app, tra le sue numerose funzionalità, ha anche quella di poter formare gruppi di più persone in cui tutti i componenti possono intervenire nella conversazione comune.

Questa funzionalità in particolare si presta a numerosi utilizzi e si è molto diffusa tra i genitori di alunni della scuola dell’obbligo che li utilizzano per tenersi reciprocamente aggiornati sugli eventi riguardanti la vita scolastica dei loro figli.

Pare però che questi circoli che nascono con le migliori intenzioni siano spesso teatro di scontri verbali più che strumenti informativi effettivamente utili.

E’ proprio per contrastare questa deriva, dovuta spesso all’assenza di confidenza con il mezzo utilizzato e mancanza di rispetto della relative regole di netiqutte, che il comune di Ravenna ha stilato un breve vademecum per offrire una panoramica del comportamento da tenere quando si interagisce in questi gruppi.

L’obiettivo dichiarato è quello di stabilire delle regole che consentano di aiutare i componenti del gruppo ad evitare i conflitti e le perdite di tempo, mantenendo lo strumento efficace ed utile.

Il vademecum nasce dall’analisi di questionari somministrati a genitori ed insegnanti che avevano sperimentato per un anno le dinamiche di questi gruppi con lo scopo di capire quali fossero le criticità principali. Il risultato è una serie di indicazioni da prendere come istruzioni per l’uso.

Il primo step è quello di evitare che i gruppi nascano in modo spontaneo e disorganizzato. E’ importante infatti che tutti i genitori siano invitati a farne parte, senza escludere nessuno, pur rispettando chi sceglie di aderire.

Altrettanto fondamentale è definire un moderatore che possa ricordare le regole del gruppo ogni qual volta ce ne sia bisogno. Il moderatore non deve essere autoproclamato, ma eletto, preferibilmente nella prima riunione scolastica disponibile.

Altro passaggio fondamentale è far capire a tutti i membri del gruppo cosa è appropriato scrivere sul gruppo e cosa invece è meglio evitare. L’eccessivo numero di messaggi e le divagazioni non pertinenti possono essere controproducenti.

Il gruppo deve essere visto come una bacheca virtuale dove affiggere solo messaggi on topic riguardanti le attività scolastiche, come i verbali delle riunioni redatti dai docenti.

E’ quindi del tutto fuori luogo intasare il gruppo con pettegolezzi virtuali o condividere Catene di Sant’Antonio 2.0, come è anche fondamentale evitare di esprimere giudizi sugli alunni e sugli insegnanti.

L’eventuale insorgere di problematiche dovrebbe essere gestito in modo tale da riportare la cosa sul piano reale con un incontro interno alla scuola con tutte le parti interessate. IN questo senso il moderatore ha un compito di collante tra il gruppo di genitori e la scuola con il suo corpo docente.

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