Analfabetismo funzionale: se avrei 35 euro al giorno votassi a casa loro il PD.

pubblicato martedì 18 dicembre 2018 da Marco Forti

Nel precedente articolo "La bufala: alimento per lo stomaco o per la paranoia?" parlando di quel bacino di utenti che utilizza i media e i social network quotidianamente e che amplifica l'effetto virale delle bufale e delle fake news ho accennato all'esistenza degli analfabeti funzionali; in questo articolo vedremo come e perché si è arrivati a questa definizione e come nonostante il fenomeno possa generare momenti di intensa ilarità in realtà non ci sia molto da ridere.

 

Origine del termine

Il termine venne introdotto nel 1984 a seguito di un indagine delle Nazioni Unite sui nuclei familiari, suggerendo che lo standard di alfabetizzazione minima che era stato introdotto nel 1958 dalla dalla stessa agenzia dovesse essere più elevato. Una sorta di "upgrade" insomma, qualcosa che indicasse che il livello minino di alfabetizzazione fosse da considerarsi funzionale, ovvero che includesse non solamente le capacità di leggere e scrivere (alfabetizzazione) ma anche quelle di utilizzare queste capacità per relazionarsi con la società. Ecco quindi che il termine "analfabeta funzionale" rappresenta la negazione di questa condizione basilare di alfabetizzazione.

Per quanto riguarda le caratteristiche cito alcuni estratti dalla pagina di Wikipedia:

 "...incapacità di comprendere adeguatamente testi o materiali informativi pensati per essere compresi dalla persona comune: articoli di giornale, contratti legalmente vincolanti, regolamenti, bollette, corrispondenza bancaria, orari di mezzi pubblici, cartine stradali, dizionari, enciclopedie, foglietti illustrativi di farmaci, istruzioni di apparecchiature".

Non riuscire a comprendere quello che si legge o con cui si entra in contatto nella quotidianità può essere uno scoglio duro da superare, soprattutto se non si è consapevoli dei limiti dovuti alla propria condizione. Un semplice articolo di giornale, letto magari per curiosità o per abitudine può diventare una fonte di informazioni travisate, e un argomento di conversazione basato su queste informazioni rischia di porre la persona in una situazione di inferiorità in caso la conversazione avvenga con una persona realmente informata, o magari di scontro in caso si entri in contatto con un altro analfabeta funzionale che abbia travisato le informazioni in maniera diversa. E tutto questo solo parlando di un articolo di giornale, ma se pensiamo a cose come bollette o foglietti illustrativi di farmaci (i famosi "bugiardini") riusciamo a avere un'idea della gravità di questo fenomeno.

"...conoscenza dei fenomeni scientifici, politici, storici, sociali ed economici molto superficiale e legata prevalentemente alle esperienze personali o a quelle delle persone vicine; tendenza a generalizzare a partire da singoli episodi non rappresentativi; largo uso di stereotipi e pregiudizi"

In questi casi è soprattutto l'atteggiamento nei confronti dei vari argomenti a fare la differenza. Avere una propria opinione su un argomento non fà di noi delle persone informate, a meno che non siamo prima informate in maniera scientifica proprio su quell'argomento. Ammettere la propria ignoranza e cercare di informarsi è il primo passo per uscire dalla condizione di analfabetismo funzionale e da quella di persone ignoranti nel senso più dispregiativo del termine; anche generalizzare su un argomento all'interno di un certo contesto è lecito, ma presuppone un'ampia conoscenza di quell'argomento. In altri termini non si può fare un riassunto di un tema di cui si conoscono solo alcune parole.

"...scarso senso critico, tendenza a credere ciecamente a tutto ciò che si legge o si sente, incapacità a distinguere le notizie vere da quelle false e a distinguere le fonti attendibili da quelle che non lo sono; pertanto, spesso gli analfabeti funzionali sono anche sostenitori di teorie complottiste e/o pseudoscientifiche."

L'analfabeta funzionale non è pienamente consapevole di essere ignorante, anzi diciamo che non lo è proprio. Diffonde informazioni false e sostiene a spada tratta cause politiche e sociali basate su condizioni e informazioni sbagliate e questo lo rende una persona potenzialmente pericolosa per sé e per gli altri. Di base infatti le teorie complottiste o pseudoscientifiche potrebbero avere dei fondamenti di verità, ma senza uno spirito critico adeguato, una buona cultura di base e un approccio curioso ma realistico queste tematiche non andrebbero affrontate.

 

Diffusione in Italia

Attraverso un'inchiesta sulle competenze degli adulti (PIAAC) ideata dall'OCSE, tesa a misurare le competenze linguistiche e matematiche della popolazione adulta italiana sono emersi dei risultati che indicano come il nostro Bel Paese, rispetto agli altri paesi coinvolti nell'indagine e relativamente al campione intervistato, abbia complessivamente un livello di alfabetizzazione piuttosto basso. Su una scala di punteggi da 1 a 5, dove 1 è il punteggio peggiore in termini di competenze, solo il 3.3% degli raggiunge livelli di competenza linguistica di 4 o 5, mentre la media degli altri 24 paesi coinvolti è dell’11.8%, con punte del 22.6% nel caso del Giappone.
Solamente il 26.4% raggiunge il livello 3 di competenza linguistica, mentre per le competenze matematiche il 4,5% raggiunge il livello 4 o 5 mentre il 24.4% il livello 3.
Per quanto riguarda le competenze linguistiche il dato ottenuto durante l'inchiesta è che gli adulti italiani che possiedono competenze linguistiche di livello 1, dunque molto basilari, sono il 27.7%, contro il 15.5% nella media dei paesi partecipanti, mentre per le competenze matematiche di livello 1 la percentuale italiana è del 32% contro il 19% degli altri paesi.

In pratica siamo un popolo di ignoranti, almeno stando a questa indagine che tuttavia risale al 2013 e che nel corso degli anni viene riproposta con aggiornamento della situazione e calcoli statistici. C'è da dire che le prima indagini svolte sul territorio italiano, che risalgono al periodo dell'Unità d'Italia furono falsate in quanto tennero in considerazione anche i bambini.

Uno degli esempi conclamati più famosi dell'ultimo periodo è stato quello della pubblicazione di un sito web falso (REDDITO DI CITTADINANZA 2018) dedicato al famoso e tanto decantato "reddito di cittadinanza". Come già riportato anche dal Secolo XIX in quest'articolo sono cadute nel tranello oltre 500.000 persone. Siti come questo o pagine facebook false con nomi simili a quelle originale come "Luigi Di Majo" ribattezzata da poco "non ufficiale: luigi di majo" sono proprio il pane quotidiano di cui gli AF si nutrono. E più se ne nutrono più diventa difficile contrastarli.

 

Il "Webete"

Nel 2016, rispondendo a un commento sotto a un suo post di Facebook, Enrico Mentana apostrofò l'utente come "webete", sdoganando questo termine poco conosciuto in passato, e che deriva dall'unione di WEB e EBETE. Da un po di tempo a questa parte Mentana ha ottenuto grande consenso nel web e in particolare su Facebook proprio per la sua capacità di difendersi e rispondere in maniera brillante e arguta proprio agli analfabeti funzionali che come un'orda barbarica invadono la sua pagina Facebook. Riprendendo un termine inglese "blast" è nata anche una pagina dedicata a Mentana che "blasta" la gente chimamata proprio "Enrico Mentana blasta lagggente". Dello stesso tenore, ma rivolta all'ambito scientifico ci sono post del Dott. Roberto Burioni, che specialmente negli ultimi tempi ha sempre un gran da fare a rispondere per le rime a vari gruppi di "antivaccinisti" o "mammeinformate" che portano avanti le loro teorie senza aver alcuna nozione scientifica e prendendo le informazioni in maniera casuale e senza alcuna fonte. Burioni ha da poco inaugurato un sito (Medicalfacts.it) certamente poco gradito agli webeti. Come vedere il web è pieno di analfabeti funzionali, o AF; anche Umberto Eco nel 2015 ne parlò durante la lectio magistralis per la laurea honoris causa in "Comunicazione e Cultura dei media" affermando che:

I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel. È l’invasione degli imbecilli.

Purtroppo quest'affermazione è drammaticamente vera e attuale, e se voi che state leggendo vi sentite offesi allora è molto probabile che facciate parte della sempre nutrita schiera degli analfabeti funzionali. Secondo me il miglior modo per combattere questo fenomeno, oltre naturalmente a studiare e informarsi sugli argomenti prima di poterne parlare, è quello di confrontarsi con le altre persone, e non solo su un social network. Comunicare, discutere, essere curiosi e sempre predisposti all'apprendimento, avere rispetto delle opinioni altrui ma sapere anche quando è il momento di contrastare chi dice cose stupide o prive di alcun fondamento. Non bisogna avere timore di dire ciò che si pensa, almeno in un paese libero, ma si deve essere pronti a subirne le conseguenze sia che siamo AF o meno, ed eventualmente a chiedere scusa e riprovarci.